
Per me e per i miei compagni Ulisse era Renato Bozzardi. Oggi, dopo tanti anni passati con questa certezza, mi dicono che c’è in giro un presunto Ulisse, tale Matt Demon e che a fare lo Zeus di turno con macchina da presa c’è tale Christopher Nolan. Orbene, andiamo a ritrovare la nostra Odissea più amata. Tranquilli, niente scuola… Si era nel 1963 e nella magica serata di domenica 1 settembre sfilavano sulle acque del golfo rivano i natanti allegorici della Notte di Fiaba. Era il momento più atteso dell’anno: la “Notte di Fiaba dei Barconi”. Riva brulicava di gente come un formicaio impazzito, fasci di luce danzavano nel buio.
Ecco arrivare scivolando sull’acqua il barcone più bello. Del resto quant’era bello lo potete vedere nella nostra foto rievocativa. Si vede questa nave antica dalla linea strepitosa, un po’ hippie e un po’ copiata dai disegni dei vasi greci, dipinta di rosa shocking e, con sulla fiancata, un simbolo di galleria della Gardesana. Poi ci sono i rematori che hanno un candelabro in testa. E arriviamo al nostro Ulisse, al secolo il rivano Renato Bozzardi, con barba a cespuglio e con il corpo fasciato da una tunica alla moda “pelle di leopardo”, che sembra scoppiare. Si è fatto legare al palo della vela e smania, infoiato alla “vorrei ma non posso”, come un mandrillo eccitato dal canto delle sirene, maliarde di certo esperte in Lap Dance. Sullo zatterone di sirene ce ne stanno tre: una è bionda, una è mora e la terza è in technicolor. Se ne stanno sdraiate in posa lasciva spazzolando l’aria con la grande coda da pesce che, fatta di lamiera lucente, ogni tanto si lascia scappare uno scorcio di gamba. Al passaggio davanti alle tribune dell’hotel Sole dal ventre del natante parte una musica, che doveva essere il canto al gusto viagra delle sirene. Gli altoparlanti, però, gracchiano striduli miagolii di gatte in amore e sospiri asmatici. Davvero una cosa epica. Sia chiaro, ci era piaciuto tanto all’Oratorio il film “Ulisse” con Kirk Douglas, ma il nostro Ulisse da Fiaba dei barconi era più aitante e anche le sirene rivane, complice il buio, non sembravano proprio da buttar via; peccato per le code di lamiera antistress.
La giuria prezzolata diede però la vittoria al natante “Acrobati e clown” e il nostro Ulisse si piazzò comunque buon secondo, anche se per noi meritava la palma con tutte le sue radici. Terzo si piazzò “Nel bosco” di Umberto Boschetti, nonostante il barcone fosse un cespuglio del Brione, seguito in classifica dalla “Favola della nonna” di Luigino Santini. Nella categoria “piccoli natanti” la vittoria andò a “Cleopatra” interpretata dalla bambina Renata Attolini con, al secondo posto, Loredana Bozzardi, degna sorella dell’Ulisse, con il suo barcone “Prato fiorito”. Sono certo che, ammirata la foto del barcone, anche voi converrete che non c’è gara. L’antico Ulisse della Nostra Fiaba mangia gli spaghetti in testa a quel Matt di Demon.
Vittorio Colombo