Articolo pubblicato il: 13/09/2026 alle 12:00
La Busa - Rocchetta in fiamme: 150 Rivani con i secchi d’acqua sulla seggiovia
Posted By Redazione
Categoria: Amarcord, Notizie

 

L’incendio era impressionante. Un filo dell’alta tensione, forse per il vento, era caduto provocando fiamme altissime nella pineta della Rocchetta. Anno 1975. Riva era in pericolo. I Vigili del Fuoco facevano miracoli, ma non bastava. Una lotta impari contro il fuoco che avanzava e il rischio che le fiamme arrivassero ancora più vicino alla città. Che fare? A mali estremi… Il segretario comunale Bepi Degara, con il placet del sindaco Bruno Santi, promosse una mobilitazione cittadina, una vera “chiamata alle armi” di tutti i Rivani. Non servivano parole solenni: servivano braccia, zappe, picconi e secchi. E soprattutto serviva gente pronta a dare una mano. Una vettura, munita di altoparlanti, prese a percorrere le vie cittadine. L’invito era perentorio: “Rivani, la vostra città è in pericolo. C’è bisogno di voi. Munitevi di zappe, picconi e secchi e correte alla seggiovia per il Bastione”. La risposta fu corale. Schiere di Rivani di ogni età e di ogni censo si presentarono, lasciando per qualche ora case, negozi e occupazioni. Nessuno chiedeva chi fosse l’altro, in quel momento erano semplicemente Rivani chiamati a difendere la propria città. Furono “imbarcati” sui precari e ondeggianti seggiolini e, ovviamente gratis, furono scaricati in alto, direttamente in prima linea, nei pressi della zona rovente del Bastione.

 

 

Sotto la guida del capo-cantiere Doro Lutteri e del capo-ufficio tecnico geom. Fontana i volontari si misero al lavoro. A colpi di zappe e picconi, scavando una trincea, realizzarono una linea tagliafuoco. Il lavoro era duro, il calore intenso e la fatica crescente, ma la paura lasciava spazio alla determinazione. Ognuno faceva quello che poteva, fianco a fianco con gli altri, mentre sotto di loro Riva attendeva l’esito di quella battaglia. Molte ore dopo, quando le ombre della sera cominciarono ad allungarsi, arrivò finalmente il momento del ritorno. I volontari furono scaricati dai seggiolini sopra il Moulin Rouge. Erano distrutti dalla fatica, un po’ affumicati, sporchi e stanchi, ma orgogliosi, fieri e felici come non mai. Avevano fatto qualcosa di molto concreto per la loro città. E forse è proprio questo l’aspetto più bello della vicenda: per una volta non c’erano spettatori, ma soltanto persone che si erano rimboccate le maniche. Una vicenda come quella della “chiamata alle zappe” e della seggiovia del Bastione, usata
come tradotta per circa 150 persone portate nella prima linea del fuoco, non merita di andare nel dimenticatoio. È una piccola storia, ma racconta bene un modo di essere di Riva: davanti a un pericolo che riguardava tutti la città seppe reagire insieme. Va beh, è successo oltre mezzo secolo fa, ma, da allora, una storia simile non si è più sentita. Forse proprio per questo vale la pena ricordarla: perché ci sono momenti in cui una città, prima ancora di essere strade e case, diventa la sua gente.
Vittorio Colombo

STAMPA QUESTO ARTICOLO
Articolo stampato da La Busa: https://labusa.info
URL articolo: https://labusa.info/rocchetta-in-fiamme-150-rivani-con-i-secchi-sulla-seggiovia/
Data e ora di stampa: 13/09/2026 13:20
Copyright © 2026 La Busa. Tutti i diritti sono riservati.