
Per generazioni hanno rappresentato il gran finale delle grandi feste rivane. Bastava il primo botto per richiamare migliaia di persone sul lungolago, con gli occhi rivolti al cielo e il Garda trasformato in uno specchio di luci e colori. Oggi, invece, i fuochi d’artificio sembrano appartenere definitivamente all’album dei ricordi.
La città di Riva del Garda guarda avanti e cerca nuovi linguaggi per emozionare residenti e turisti. Dopo la rinuncia agli spettacoli pirotecnici della Notte di Fiaba, scelta compiuta ormai alcuni anni fa, anche il tradizionale appuntamento di fine estate sembra destinato a cambiare volto, in linea con una crescente sensibilità ambientale e con un diverso approccio all’organizzazione degli eventi pubblici.
Sul tavolo del Consorzio Riva in Centro, presieduto da Manuela Stein, ci sono diverse ipotesi. Tra le più concrete, ma ancora secretate, figurano un drone light show, con centinaia di velivoli in grado di disegnare figure luminose nel cielo, oppure uno spettacolo di fontane danzanti, accompagnate da giochi di luce e musica, sulla scia dell’esperienza proposta lo scorso anno a Torbole e di altre realtà turistiche europee.
Il progetto è ancora in fase di valutazione. «Stiamo lavorando a qualcosa di diverso dai fuochi – spiega Stein, interpellata da un quotidiano locale – ma bisogna analizzare con attenzione aspetti tecnici, autorizzativi e costi. Uno spettacolo con i droni dura una dozzina di minuti e richiede un’organizzazione complessa. Per questo stiamo prendendo in considerazione anche altre soluzioni».
Una riflessione condivisa anche dal presidente dell’Apt Garda Dolomiti, Silvio Rigatti, che invita a non lasciarsi ingannare dai video che circolano sui social. «Dal vivo – osserva, intervistato da L’Adige – uno spettacolo con i droni ha tempi molto più lenti rispetto ai fuochi e oggi presenta ancora costi elevati. Le fontane danzanti potrebbero invece rappresentare una valida alternativa».
Anche l’ex sindaco Enzo Bassetti invita a guardare il quadro complessivo. La Notte di Fiaba, ricorda, propone ormai un programma così ricco da non avere necessariamente bisogno di uno spettacolo pirotecnico, mentre Riva in Centro starebbe ragionando a un nuovo evento per il periodo autunnale.
Resta però una sensazione difficile da ignorare. Per molti rivani (e non solo) i fuochi d’artificio non erano soltanto un’attrazione turistica, ma un rito collettivo, capace di scandire il calendario cittadino e di creare ricordi condivisi tra generazioni. Oggi il cambiamento, spinto anche da politiche sempre più attente all’impatto ambientale e al benessere animale, apre la strada a forme nuove di spettacolo. La sfida sarà riuscire a conservare quella stessa capacità di stupire, senza perdere il valore emotivo che, per decenni, il cielo illuminato sopra il Garda ha saputo regalare.
(n.f.)