
Garantire maggiore sicurezza e inclusione per le persone celiache quando mangiano fuori casa. È questo l’obiettivo del disegno di legge n. 82, presentato il 7 aprile 2026 dal consigliere Paolo Zanella (Partito Democratico del Trentino) e assegnato alla Quarta Commissione permanente. Un tema del quale il consigliere si era già occupato nella scorsa legislatura.
Il provvedimento interviene sulla normativa provinciale in materia di celiachia e di somministrazione di alimenti e bevande, con l’intento di colmare alcune criticità ancora presenti nel settore, in particolare sul fronte della corretta gestione degli alimenti senza glutine e della prevenzione delle contaminazioni.
In Trentino le persone affette da celiachia sono oltre 3.000, ma il dato è probabilmente sottostimato. Proprio per questo – si legge nella relazione illustrativa – diventa centrale garantire standard elevati di sicurezza soprattutto nella ristorazione, dove persistono incertezze e applicazioni non sempre corrette della normativa vigente
Tra le principali novità del disegno di legge, l’aggiornamento della classificazione della celiachia, che passa da malattia rara a cronica, in linea con la normativa nazionale. Un cambiamento che riflette la reale diffusione della patologia e rafforza il quadro degli interventi pubblici.
DDL n.82/VII: introduce modifiche alla legge provinciale sulla celiachia (2011) e alla normativa sulla somministrazione di alimenti e bevande (2000), con nuove misure per la sicurezza dell’alimentazione senza glutine fuori casa.
PROPONENTI: Paolo Zanella (Partito Democratico del Trentino).
OBIETTIVI: migliorare la sicurezza alimentare per le persone celiache, favorire una piena inclusione nella vita sociale, rafforzare la formazione degli operatori della ristorazione e garantire il corretto utilizzo delle indicazioni “senza glutine”, in linea con la normativa europea.
NORME:
a) si aggiorna la classificazione della celiachia da “malattia rara” a “malattia cronica”, adeguando la normativa provinciale al quadro nazionale;
b) si riformula l’articolo sulla formazione prevedendo nei percorsi professionali (ristorazione, panificazione, settore alberghiero) moduli obbligatori sulla gestione dell’alimentazione senza glutine e sulla prevenzione delle contaminazioni;
c) si introduce il coinvolgimento dell’Azienda sanitaria e delle associazioni di categoria nella definizione e organizzazione dei corsi rivolti agli operatori del settore alimentare;
d) si prevede che la Giunta provinciale approvi, entro 120 giorni, linee guida per garantire la sicurezza dell’alimentazione fuori casa per le persone celiache, in applicazione della normativa europea;
e) le linee guida disciplinano gli obblighi per gli esercenti, tra cui la notifica dell’attività, la formazione obbligatoria del personale, le modalità per prevenire la contaminazione e l’uso corretto della dicitura “senza glutine”;
f) si introduce l’obbligo di aggiornamento dei manuali HACCP con specifici piani di autocontrollo per la preparazione e somministrazione di alimenti senza glutine;
g) si prevede la possibilità per gli esercizi di ristorazione di essere inseriti in un elenco pubblico provinciale degli operatori che offrono alimenti senza glutine;
h) si dispone l’integrazione dei corsi professionali per il commercio e la somministrazione di alimenti con contenuti specifici dedicati alla celiachia e alla dieta senza glutine.