
Il 3 giugno l’auditorium della Comunità di valle di Riva del Garda è diventato un piccolo varco verso l’isola che non c’è, dove stupore e memoria si sono presi per mano. A spalancarlo sono stati 86 bambine e bambini della scuola primaria “Giovanni Segantini” di Arco protagonisti del musical “Peter Pan”. Sul palco le tre Classi quinte e la terza A hanno dato vita a uno spettacolo pieno di luce, movimento e meraviglia, capace di incuriosire fin dal primo istante.
Per una sera il pubblico ha davvero avuto la sensazione di volare accanto a Peter Pan, Wendy, Trilli e ai Bimbi sperduti. E forse la sorpresa più grande è stata proprio questa: vedere come voci, gesti e sorrisi dei bambini siano riusciti ad aprire un mondo intero davanti agli occhi degli adulti. Tra risate improvvise, passi di danza e piccoli dettagli da scoprire scena dopo scena i giovani interpreti hanno mostrato una spontaneità disarmante nata da mesi di preparazione e da un lavoro corale che ha unito insegnanti, famiglie e comunità scolastica.
Le scenografie curate, i costumi brillanti e le musiche coinvolgenti hanno trasformato il palco in un luogo sospeso, quasi da fiaba, dove ogni ingresso sembrava promettere una nuova sorpresa. Era impossibile non chiedersi, osservando quei volti illuminati, quanto lavoro e quanta immaginazione si nascondessero dietro ogni scena. Molti hanno parlato di “un viaggio nel mondo dell’infanzia”, ma forse è stato qualcosa di ancora più raro: un invito a guardare il mondo con occhi più leggeri lasciandosi sorprendere da ciò che spesso, crescendo, si smette di notare. In platea, tra sorrisi e occhi lucidi, si respirava quella curiosa nostalgia che solo i bambini sanno accendere. Il musical si è concluso con un lungo applauso, di quelli che non premiano soltanto una bella esibizione, ma raccontano gratitudine, orgoglio e affetto.
È stato il segno più chiaro di quanto il talento e la dedizione di questi giovani attori abbiano saputo toccare il cuore del pubblico. Un evento destinato a restare nella memoria di chi c’era, e che ricorda con delicatezza quanto il teatro, a scuola, possa insegnare non solo a recitare, ma anche a sognare insieme.