
Doppia inaugurazione alla galleria civica «Giuseppe Craffonara» di Riva del Garda per altrettante mostre fotografiche che l’associazione culturale «Riccardo Pinter-Amici del museo» ha organizzato a partire dalle due tesi di laurea che hanno vinto il premio «Guido Santorum» 2025, illustre proprio associato, docente al liceo «Andrea Maffei» e studioso di filologia e di storia, autore di rilevanti studi sulla storia rivana, prematuramente scomparso nel 2014.
Le due tesi selezionate quest’anno sono «Beni culturali e catastrofi naturali: il ruolo delle istituzioni pubbliche all’indomani del terremoto a Riva del Garda del 1976» di Sara Andreasi (corso di laurea magistrale in Arti visive all’università di Bologna) e «Dai repertori alla comunità: il ruolo della popular music nel percorso sonoro del Corpo bandistico di Riva del Garda» di Giulia Leccese (corso di laurea in Musicologia alla Libera università di Bolzano).
Le relative mostre sono state inaugurate alla presenza delle studentesse premiate, lo staff della Pinter con il presidente Graziano Riccadonna e la moglie di Guido Santorum Monica Murru, per l’amministrazione comunale nel primo caso il sindaco Alessio Zanoni e la vicesindaca Barbara Angelini, nel secondo la vicesindaca. Alla prima era presente anche Franco Odorizzi, sindaco di Riva del Garda all’epoca del terremoto.
Il sindaco ha apprezzato che una giovane del territorio abbia dedicato la sua tesi di laurea a un brano del passato relativamente recente della città: «La storia è il nostro passato, le nostre radici –ha detto- e ci aiuta a guardare al domani con più consapevolezza. Abbiamo bisogno di nuove figure che pensino alla storia della città.» Inoltre ha sottolineato con soddisfazione come le informazioni siano state reperite negli atti dell’epoca di giunta e consiglio, oltre che sui giornali locali.
«Sono due proposte culturali davvero interessanti e importanti -ha detto la vicesindaca Barbara Angelini- perché ripercorrono una un momento storico intenso e drammatico quale il terremoto del ’76, che tante conseguenze ebbe sia sul disegno del nostro centro storico sia sulla legislazione antisismica del Trentino, e l’altra la lunga e bellissima storia della nostra banda. In entrambi i casi lo sguardo è quello di una giovane donna, quindi le mostre sono anche il punto di vista delle nuove generazioni sul passato e sulla storia della nostra comunità.»
Le due sono visitabili tutti i giorni fino a domenica 15 febbraio con orario dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.
