
Il bar “Commercio” di Piergiorgio Forelli è stato per decenni una felice istituzione rivana a Riva, città di commerci, di scambi, di barconi e bragozzi che andavano e venivano, trasportando merci. Quindi non poteva mancare un bar “Commercio”, un nome che la dice lunga sull’identità di un locale che, anche grazie alla sua posizione tra piazza Garibaldi e l’inizio di via Maffei, si proponeva come luogo di incontri per quanti avevano, per lavoro o altro, riferimenti con i punti strategici del canale della Rocca, la Rocca stessa e il parco del Brolio.
Piergiorgio Forelli e la moglie Jolanda rilevarono il bar “Commercio”, vera istituzione rivana, nel 1964 subentrando ad Augusta Cainelli e rimodernando il locale con una sensibilità rivolta anche alle esigenze dei turisti, preoccupandosi però di mantenere ben salda l’identità che ne aveva fatto il punto d’incontro dei Rivani legati ad uno dei luoghi che maggiormente identifica la vita cittadina. Piergiorgio Forelli, classe 1935, tornava a Riva nel 1962 con un rilevante bagaglio di esperienza avendo operato a Londra come maitre d’hotel di quattro importanti alberghi. Nella capitale inglese Piergiorgio aveva sposato Jolanda Scola e a Londra era nato il figlio Vigilio. Nel 1962 la famiglia aveva fatto ritorno a Riva e, per un anno, il 1963, aveva gestito il bar “Gambero” subentrando quindi, l’anno successivo, alla famiglia Cainelli nella gestione del bar “Commercio”. A Riva era nata la figlia Gabriella, di quattro anni più giovane del fratello. I Forelli hanno legato il loro nome e la loro professionalità al bar “Commercio” per ben 35 anni, lasciando la gestione alle soglie dell’anno 2000.
Il bar “Commercio” è terraferma, ma pochissimi metri lo separano dai luoghi dell’acqua, dalle barche dei pescatori e da quel vasto popolo di gente di lago, rivana doc, che costituisce la marineria cittadina, con i noleggiatori delle oramai poche barche a remi e dei molti moderni motoscafi. In pochi metri erano concentrate diverse banche, il che garantiva un viavai di gente che, tra un affare e l’altro, amava sostare al “Commercio” per un caffè o un buon bicchiere di vino. Poi, vicino al locale, meta anche degli impiegati degli uffici della zona, si trovava quell’istituzione cittadina assai conosciuta come “l’Alber de la Maldicenza”. Il grande albero, che sarebbe stato tagliato nel 1974, si trovava proprio davanti alla Rocca. Sotto le sue fronde sostavano miriadi di buontemponi e sfaccendati, informatissimi su tutto quanto succedeva a Riva. Questi bei tipi, a forza di raccontarsela, dovevano per forza aver la gola secca. E al “Commercio” trovavano altre “persone informate dei fatti”, che arricchivano il loro patrimonio di storie gustose. Il locale era accogliente e assai frequentato. Un luogo di piacevole incontro per compagnie di amici e Rivani doc. L’affermazione del turismo diede al locale un tocco di internazionalità. Il “Commercio” godeva peraltro in città di un tipo di fama invidiabile: era, per molti, il bar della fortuna. Erano quelli i tempi della schedina del Totocalcio. C’erano state diverse vincite, più o meno risapute e sbandierate, e il sabato (le partite si giocavano la domenica) al “Commercio” c’era la fila davanti al botteghino delle puntate. Erano i tempi festaioli del mitico bar “Commercio” del Forelli.
Vittorio Colombo