Articolo pubblicato il: 30/04/2026 alle 15:00
La Busa - Gli studenti del “Floriani”: “Movida sì, ma organizzata”
Posted By Redazione
Categoria: Giovani, Notizie, Spettacoli

 

La 2ªC economico dell’Istituto Tecnico e Tecnologico “Giacomo Floriani” di Riva del Garda, grazie ad un progetto che mette in contatto la scuola e la redazione del giornale “La Busa”, si è cimentata nella scrittura di un articolo, in stile giornalistico, sulla mancanza di spazi di aggregazione e divertimento notturno per i giovani dell’Alto Garda, dopo aver letto l’articolo del giornalista Nicola Filippi che ha raccontato l’interessante proposta di Davide “Dave” Michelotti, ideatore e portavoce del movimento civico “XArco”.
Vivere nella zona dell’Alto Garda e Ledro da giovani significa spesso abitare in una contraddizione. “Siamo circondati da una bellezza che tutto il mondo ci invidia – raccontano gli stessi studenti dell’istituto rivano – ma quando cala il sole il nostro territorio sembra dimenticarsi di avere dei giovani cittadini”. L’articolo, intitolato “Immaginate un capannone per la movida”, realizzato per “La Busa online”, evidenzia infatti la mancanza di luoghi di ritrovo notturno per i ragazzi. Col passare degli anni, in seguito a varie chiusure, è rimasta in attività soltanto la discoteca “Spleen 2.0” a San Giorgio che si ritrova a dover coprire l’intera zona che si estende da Tenno a Torbole.
Nell’Alto Garda, è sotto gli occhi di tutti, il divertimento notturno è cambiato radicalmente rispetto al passato, quando in zona si contavano vari locali iconici: la discoteca “Tiffany” alla Spiaggia degli Olivi, l’Apres Club a Riva del Garda o, pochi chilometri più in là, la “Conca d’Oro” di Torbole. Tanti, bellissimi ricordi, soprattutto per chi è avanti con gli anni. Accomunati purtroppo da un unico destino: non esistono più.

 

 

Allora, ai giovani d’oggi la domanda sorge spontanea: è giusto che un intero territorio concentri il divertimento in un solo luogo e obblighi i ragazzi a lunghi spostamenti serali, in bici, in motorino e in auto (per i più fortunati)? La proposta di Davide “Dave” Michelotti, esposta sull’articolo, è semplice. Prevede infatti uno spazio dedicato, in zona industriale e lontano dai centri abitati. “Per noi – affermano ancora gli studenti rivani – è una visione che appoggiamo pienamente”.
Gli studenti dell’ITET Floriani di Riva allora rilanciano, con una loro proposta. “Una possibile collocazione per l’eventuale capannone – spiegano – potrebbe essere l’area della zona artigianale di Riva, in località Baltera, tradizionalmente utilizzata nel mese di novembre per il luna park .
Il progetto potrebbe essere realizzato grazie alla collaborazione tra Comune e privati, così da dividere i costi e rendere lo spazio adatto anche a eventi e concerti musicali dal vivo”.
Grande attenzione alla mobilità. “Per quanto riguarda gli spostamenti in sicurezza l’obiettivo è creare una rete di trasporti che colleghi i centri periferici all’area del divertimento, garantendo sicurezza per i ragazzi e tranquillità per i genitori”. Per coprire efficacemente il territorio, “proponiamo l’istituzione di quattro linee di navette con capolinea fisso al capannone”.
Eccole, nel dettaglio.
Linea Nord: Dro – Ceniga – Arco (Centro) – San Giorgio – Baltera.
Linea Ovest (Ledro): Pieve – Molina – Biacesa – Riva (Centro) – Baltera.
Linea Est: Torbole – Nago – Riva – Baltera.
Linea Alto Garda: Tenno – Pranzo – Varone – Baltera.
Gli orari sarebbero strutturati in questo modo:
Andata: corse ogni 45 minuti dalle 21:30 alle 23:30.
Ritorno: corse garantite ogni ora dalle 01:30 alle 04:30.
Per stare al passo con i tempi, “si potrebbe creare un’app dedicata – illustrano – Un sistema di tracciamento GPS in tempo reale per sapere esattamente dove si trova la navetta (riducendo i tempi di attesa al freddo o al buio)”.
Uno studente riporta alcune problematiche. Vivendo in una zona molto piccola si ritrova troppo spesso a doversi spostare per trovare un po’ di divertimento. L’ostacolo principale però è la mancanza di mezzi di trasporto, soprattutto in alcuni periodi dell’anno, dovendo coinvolgere i suoi genitori per i passaggi. In più, molte volte è obbligato a percorrere tratti di strada urbana a piedi, vista la lontananza significativa delle fermate dei mezzi di trasporto urbano. A rendere la situazione ancora più critica, la mancanza di un marciapiede e strisce pedonali che renderebbero il problema sicuramente meno accentuato.
“Divertirsi in sicurezza significa svagarsi, ma senza esagerare”, commenta un nostro compagno di classe. “Quando si è in discoteca o in qualsiasi altro locale, nel corso di una serata è facile fare scelte poco consapevoli oppure compiere azioni apparentemente innocue, ma che in un istante possono ribaltare la giornata in negativo – racconta – Sono pochi i locali in grado di limitare ed evitare situazioni spiacevoli, per la carenza di addetti alla sorveglianza. Alcune limitazioni vengono addirittura trascurate, come l’età minima per l’ingresso o l’età adatta per poter consumare alcolici”.
All’interno del capannone sarebbe importante garantire maggiore sicurezza, con controlli efficaci all’ingresso, personale qualificato e il rispetto delle regole, come età e consumo di alcol. I problemi da risolvere sono tanti, è vero. A dimostrarlo ci sono i numerosi casi di violenza e tanti altri episodi di ritiro di patente per guida in stato di ebbrezza. Un’iniziativa di questo tipo porterebbe benefici a tutto il territorio, riducendo i disagi nei centri abitati e creando nuove opportunità di aggregazione e svago sia i nostri giovani sia per i turisti.
Organizzare la movida non significa solo creare un luogo dove divertirsi, ma offrire ai giovani uno spazio sicuro, raggiungibile e controllato.
Un progetto di questo tipo potrebbe migliorare la sicurezza, ridurre i disagi nei centri abitati, le preoccupazioni per i genitori e dare nuove opportunità al territorio.
“Per questo – concludono gli studenti dell’ITET Floriani di Riva del Garda – riteniamo che la proposta di uno spazio dedicato alla movida meriti di essere presa seriamente in considerazione”.

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