
Gianni Morandi sul palco e Gianni Morandi a fare gli onori di casa. L’omonimia che aveva incuriosito pubblico e media è diventata anche uno dei momenti più divertenti del concerto che sabato 26 settembre ha portato il cantante bolognese alla Spiaggia alle Foci del Sarca per la tappa trentina di “C’era un ragazzo Estate 2026”.
Una location davvero unica che ha sorpreso lo stesso Morandi: il palco posizionato proprio davanti al lago di Garda, le montagne sullo sfondo e, sull’acqua, vele colorate, barche e windsurf. Uno scenario che l’artista ha definito tra i più belli, se non il migliore, che abbia mai avuto davanti durante un concerto. A renderlo ancora più suggestivo è stato l’orario pomeridiano, che ha permesso al pubblico e allo stesso cantante di godere pienamente del panorama dell’Alto Garda.
Morandi, come è nel suo stile, ha coinvolto fin dalle prime battute il pubblico, trasformando il concerto in una grande festa e alternando le canzoni ai ricordi e agli aneddoti di una carriera lunga oltre sessant’anni.
Inevitabile il siparietto con il sindaco di Nago-Torbole, Gianni Morandi, chiamato poi sul palco dal suo celebre omonimo. Il cantante ha raccontato il loro incontro e la domanda sorta spontanea: «Ma come mai ti chiami come me?». Semplice la spiegazione del primo cittadino: «Mia madre ascoltava le tue canzoni e alla fine ha deciso di darmi il tuo nome». E Morandi, divertito, ha rilanciato: «Ma sul palco ci sali tu o io?». Alla fine ci sono saliti entrambi. Il cantante ha infatti invitato il sindaco a condividere con lui “Bella signora”, regalando al pubblico uno dei momenti più curiosi e applauditi del pomeriggio: due Gianni Morandi insieme sullo stesso palco, uno dei quali porta quel nome proprio grazie alle canzoni dell’altro.
Un altro momento particolarmente coinvolgente è arrivato con “Apri tutte le porte”, quando Morandi ha fatto salire sul palco un gruppo di ragazzi con disabilità, che hanno cantato il brano insieme a lui davanti al pubblico delle Foci del Sarca.
La tappa gardesana si inserisce nel tour estivo prodotto da Trident Music, nato dopo il successo della tournée nei palasport e dedicato anche ai sessant’anni di “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, pubblicata nel 1966 e diventata uno dei brani simbolo della musica italiana.
Nel corso dello spettacolo non sono mancati ricordi, citazioni e dediche ai grandi protagonisti della musica che Morandi ha incontrato durante la sua lunghissima carriera. Su tutti Lucio Dalla, amico e compagno di un importante tratto del suo percorso artistico, ricordato anche attraverso alcune delle sue canzoni. Il repertorio ha così attraversato epoche diverse, mescolando i grandi successi degli anni Sessanta ai brani più recenti e alle collaborazioni con altri protagonisti della musica italiana.
La scaletta del concerto
“C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”; “Monghidoro”; “Occhi di ragazza”; “Se perdo anche te”; “L’attrazione”; “La mia nemica amatissima”; “Futura/Piazza Grande”; “Vita”; “Un mondo d’amore”; “Grazie perché”; “Bella signora”; “Solo insieme saremo felici”; “L’allegria”; “Canzoni stonate”; “Varietà”; “In amore”; “Apri tutte le porte”; “Ragazzo fortunato”; “Se non avessi più te”.
A seguire un lungo medley con “Non son degno di te”, “Se puoi uscire una domenica sola con me”, “La fisarmonica”, “Go kart twist”, “Chimera”, “Andavo a cento all’ora”, “Tenerezza”, “In ginocchio da te”, “Belinda” e “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”.
Nel finale “Canzoni”, “Uno su mille”, “Scende la pioggia” e “Banane e lampone”.
Più che una semplice tappa di un tour, quella di Torbole è diventata così una festa collettiva, favorita da un Morandi capace ancora una volta di accorciare le distanze tra palco e pubblico. E con un’immagine difficilmente replicabile altrove: le canzoni di una vita, due Gianni Morandi sullo stesso palco e il Garda illuminato dal pomeriggio a fare da scenografia naturale.





