
Sarà inaugurata sabato 11 aprile alle ore 18.00, nell’ex refettorio del complesso monastico del Monastero del Polirone, la mostra “Fragile – Geografie della vulnerabilità tra fotografia e scultura”, che vede protagoniste due artiste altogardesane: Francesca Lorenzi, fotografa di Riva del Garda, e Laura Marcolini, scultrice di Arco.
L’esposizione, patrocinata dal Comune di San Benedetto Po, in provincia di Mantova, propone un dialogo tra linguaggi artistici differenti ma profondamente complementari accomunati da una riflessione sulla fragilità come elemento centrale dell’esperienza umana. Alla cerimonia inaugurale interverranno il sindaco Roberto Lasagna, l’assessore alla Cultura Vanessa Morandi, la conservatrice Federica Guidetti, la curatrice Annalisa Marini e il critico d’arte Vittorio Spampinato.
Il percorso espositivo mette in relazione fotografia e scultura come strumenti capaci di indagare memoria, identità e percezione del tempo. Due approcci diversi che convergono in un’unica visione: ciò che appare fragile può rivelare una forza inattesa e una profonda consapevolezza.
Come sottolinea la critica e storica dell’arte Paola Cassinelli, “Fragile diventa una riflessione sul nostro modo di abitare il tempo e lo spazio, invitando lo spettatore a osservare con attenzione ciò che è delicato, imperfetto e transitorio”.
Nelle opere fotografiche di Francesca Lorenzi la fragilità si manifesta nella natura stessa dello scatto: un gesto rapido, irripetibile, capace di trattenere un istante destinato a svanire. Ritratti, ambienti abbandonati e dettagli marginali si trasformano in immagini sospese tra luce e ombra, dove oggetti dimenticati e tracce di vite passate suggeriscono narrazioni silenziose. Le sue fotografie non documentano semplicemente, ma evocano atmosfere e memorie, restituendo la bellezza di ciò che il tempo tende a cancellare.
Di segno diverso ma ugualmente intenso il lavoro di Laura Marcolini che attraverso la scultura indaga la fragilità del corpo umano. Volti e figure, spesso caratterizzati da occhi chiusi o appena accennati, sembrano immersi in una dimensione interiore fatta di silenzio e riflessione. Le superfici segnate e frammentate raccontano la tensione tra vulnerabilità e resistenza, tra interiorità e materia, suggerendo come proprio nella consapevolezza della fragilità possa emergere una forma autentica di forza.
La mostra sarà visitabile fino al 2 giugno 2026 nei giorni di sabato, domenica e festivi, con orario 9.30–12.30 e 15.00–18.00. Aperture straordinarie sono previste per il 25 aprile, il 1° maggio e l’1 e 2 giugno. Durante la settimana è possibile prenotare la visita su appuntamento.
Un’occasione per il territorio mantovano di valorizzare una proposta culturale proveniente dall’Alto Garda capace di unire sensibilità artistiche contemporanee e riflessione profonda sull’essere umano.

