
Prevenire gli attacchi informatici, intervenire più rapidamente in caso di emergenza e proteggere dati e servizi digitali dell’Università. Sono gli obiettivi del protocollo d’intesa sottoscritto a Trento dalla Polizia di Stato e dall’Università degli Studi che rafforza la collaborazione tra le due istituzioni sul fronte della sicurezza cibernetica.
L’accordo è stato firmato dal dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Trentino-Alto Adige, vice questore aggiunto Raffaele Federici, e dal rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian. Alla sottoscrizione erano presenti anche il commissario del Governo per la Provincia di Trento Isabella Fusiello e il vicario del questore Salvatore Anania.
Il protocollo punta soprattutto a creare un collegamento diretto e operativo tra Ateneo e Polizia Postale, un aspetto che assume particolare importanza in una realtà come quella universitaria dove, attraverso le reti informatiche, transitano quotidianamente una grande quantità di dati e vengono gestiti servizi essenziali per ricerca, didattica e amministrazione.
La Polizia di Stato opera nel settore attraverso la Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica e, a livello nazionale, attraverso il CNAIPIC, il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche. Nei centri regionali sono inoltre presenti nuclei operativi incaricati della prevenzione e del contrasto degli attacchi informatici che interessano il territorio.
Con la nuova intesa sarà possibile condividere informazioni e analisi utili a individuare preventivamente possibili minacce alle infrastrutture informatiche dell’Università. In presenza di vulnerabilità o incidenti, l’obiettivo è rendere più tempestiva la risposta e limitare le conseguenze sulla continuità dei servizi digitali.
In caso di attacco, Centro Operativo e Università potranno inoltre lavorare insieme per risalire all’origine dell’incidente e coordinare le attività necessarie nella fase di emergenza. Tra le azioni previste figurano lo scambio di informazioni e di buone pratiche sulla sicurezza cibernetica, ma anche percorsi formativi congiunti.
Per Federici l’intesa risponde alla necessità di «fare rete» di fronte a minacce informatiche in continua evoluzione. Il rettore Deflorian ha invece richiamato l’importanza della protezione dei dati e della continuità dei servizi digitali, sottolineando come i sistemi dell’Ateneo rappresentino un’infrastruttura di interesse pubblico. Un livello di attenzione destinato a crescere anche alla luce delle nuove disposizioni europee in materia di sicurezza delle reti, tra cui la direttiva NIS2.