Articolo pubblicato il: 18/01/2026 alle 16:00
La Busa - Bonazza, Caproni e la guerra nei cieli in mostra al Mart
Posted By Redazione
Categoria: Notizie

 

C’è una storia che parte da Arco e attraversa la guerra, l’arte e il cielo. È la storia dell’incontro tra Luigi Bonazza, pittore, e Gianni Caproni, pioniere dell’aviazione: due arcensi che, lontano dalla loro città natale, si ritrovarono uniti da un destino comune nel pieno del Novecento. Nel pieno della Prima guerra mondiale, quando l’Europa è attraversata da confini instabili e destini spezzati, anche le vite di alcuni protagonisti della cultura e della tecnica si trovano a incrociarsi in modo inatteso. Bonazza e Caproni, due illustri cittadini di Arco, allora città dell’Impero Austro-ungarico, per poco più di un anno e mezzo, condivisero un tratto di strada in uno dei luoghi simbolo della modernità bellica.

 

Nel marzo del 1915, allo scoppio del conflitto, Bonazza – artista di formazione viennese, già inserito nei circuiti culturali mitteleuropei – attraversò il confine sotto falso nome per evitare l’arruolamento nell’esercito austro-ungarico. Scelse Milano come rifugio e, durante gli anni della guerra, trovò impiego come disegnatore nelle officine aeronautiche fondate da Caproni a Vizzola Ticino. Un passaggio cruciale, che segna una fase poco nota ma estremamente significativa della sua carriera.
All’interno delle officine, tra strutture metalliche e sperimentazioni ardite, Bonazza osserva e traduce in immagini i biplani e i triplani da bombardamento destinati a cambiare per sempre il volto della guerra. Nascono così disegni, acquerelli e incisioni che raccontano quella che fu la prima guerra aerea della storia. Opere realizzate anche grazie a un torchio acquistato appositamente da Caproni, strumento che permette all’artista di stampare direttamente le proprie incisioni.
Questi lavori non sono semplici documenti tecnici. Pur legati a un contesto industriale e bellico, rivelano la mano di un artista capace di coniugare precisione e sensibilità visiva, trasformando la macchina in soggetto artistico e testimone del suo tempo. È uno sguardo lucido sulla modernità, che restituisce tutta la complessità di un’epoca segnata dal progresso e dalla distruzione.
Oggi, una selezione di queste opere è visibile nella mostra “Luigi Bonazza. Tra Secessione e Déco”, ospitata al Mart di Rovereto. L’esposizione, a cura di Alessandra Tiddia, fino al 3 maggio, permette di approfondire questo capitolo della vita dell’artista, inserendolo nel più ampio contesto della Grande Guerra e del percorso creativo di Bonazza.
La mostra offre così al pubblico l’occasione di riscoprire un Bonazza inedito, sospeso tra arte e storia, tra la formazione mitteleuropea e l’impatto diretto con la modernità tecnologica. Un racconto che arricchisce la conoscenza dell’artista arcense e restituisce, attraverso le immagini, una pagina intensa del Novecento europeo.

(n.f.)

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