
Un’opera d’arte che dialoga con la scuola, con il paesaggio e con chi ogni giorno attraversa lo spazio di Prabi. È stata recentemente installata alla scuola “Nicolò d’Arco” una nuova opera artistica, realizzata nell’ambito dei lavori per la costruzione della nuova ala dell’edificio scolastico. Un intervento che intreccia architettura, cultura e formazione, trasformando un luogo educativo in uno spazio di riflessione e bellezza.
A raccontare il percorso che ha portato alla scelta dell’opera è Massimiliano Floriani, assessore alla cultura del Comune di Arco, che ha preso parte alla giuria incaricata di valutare i progetti artistici. La realizzazione dell’opera rientra infatti nelle disposizioni della normativa provinciale, che prevede l’obbligo di indire un bando per la creazione di un intervento artistico nelle nuove opere pubbliche che superano una determinata soglia di investimento.
La commissione, composta da professionisti delegati dalla Provincia, dal progettista dell’edificio e da rappresentanti del Comune, ha esaminato numerosi bozzetti e proposte. Al termine di un’attenta valutazione, la scelta è ricaduta sul progetto dell’artista friulano Franco Del Zotto Odorico, premiato per l’idea innovativa e per il forte valore evocativo dell’opera.
L’installazione si compone di uccelli metallici, costruiti come origami, che sembrano spiccare il volo lungo una parete bianca, in direzione delle rocce del Castello di Arco. Sulle superfici sono ritagliate frasi che, con il mutare della luce naturale nel corso della giornata, proiettano ombre sempre diverse, creando suggestioni che cambiano di ora in ora. Un’opera dinamica, che invita a fermarsi, osservare e interpretare.
Non solo un arricchimento per la scuola, ma anche per l’intero spazio di Prabi: l’opera è ben visibile anche dalla pista ciclabile sul lato est, diventando parte integrante del paesaggio urbano e un possibile spunto di riflessione per studenti, insegnanti, cittadini e passanti.
Nel suo intervento, l’assessore Floriani ha voluto ringraziare i componenti della giuria, l’architetta Margherita Raddi del Comune di Arco e l’artista per l’impegno e la professionalità dimostrati. Un progetto che testimonia come l’arte pubblica possa entrare nei luoghi della quotidianità, contribuendo alla crescita culturale della comunità e offrendo nuove chiavi di lettura del territorio.
Un esempio concreto di come scuola, istituzioni e creatività possano lavorare insieme per costruire non solo spazi funzionali, ma anche luoghi capaci di ispirare. (n.f.)

