Un welfare comunitario per sostenere gli “anziani fragili”

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Descrizione

La condizione dell’anziano nel terzo millennio ha due volti: quello di una fascia della popolazione che ha il desiderio di vivere una vita attiva, che viaggia, è attirato dalla cultura ed è “connesso”, e quello di chi si è ritirato, per scelta o perché la subisce, nella solitudine, risucchiato nell’emarginazione sociale, prigioniero di una decadenza fisica e psichica. Sono, questi, gli “anziani fragili”, ai quali si rivolge il progetto che porta lo stesso nome finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e portato avanti dall’Associazione nazionale Centri sociali, Comitati anziani e Orti (ANCeSCAO), che al tema ha dedicato oggi un convegno ospitato a Trento dalla Fondazione Caritro. All’apertura dei lavori è intervenuta, portando anche il saluto del presidente Fugatti, l’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana.
Ma non tutti i contesti sociali sono escludenti ed emarginanti allo stesso modo. Il Trentino, ad esempio, è territorio che ha sviluppato e mantiene quella dimensione di “welfare comunitario” evocata al convegno grazie alla diffusa presenza di una rete associazionistica e di un volontariato prestato da anziani attivi a favore di anziani più bisognosi, spesso anche solo di un po’ di compagnia. Un ruolo importante, quello dei Circoli, riconosciuto anche dalla Provincia: “Volontariato e associazionismo – ha detto l’assessore Segnana – danno risposte a questi bisogni contribuendo a tenere vivo il tessuto sociale”. Ribadendo l’attenzione che il governo provinciale riserva alla realtà ed alle esigenze delle persone anziane, Segnana ha fatto riferimento all’azione che sta portando avanti la Giunta provinciale su alcuni temi specifici quali l’Alzheimer e la promozione e diffusione del co-housing.









La Busa

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