Ospedale di Rovereto: inaugurato nuovo reparto di dialisi

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Descrizione

Nella mattina di venerdì 21 giugno è avvenuto il taglio del nastro del nuovo reparto dedicato alle dialisi all’interno dell’ospedale Santa Maria del Carmine a Rovereto. “Siamo qui oggi per l’inaugurazione di questo nuovo centro – ha detto il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti – luminoso, aperto, efficiente: un investimento utile e necessario per i cittadini. Tutti sappiamo quanto Rovereto sia centrale in questi territori e quanto i cittadini abbiano fiducia in questa struttura ospedaliera. Questo significa che tutti, medici, infermieri e personale sanitario hanno saputo trasmettere e meritare questa fiducia”.
Un’occasione, quella dell’inaugurazione, che è stata colta dalla Giunta provinciale a seguito dell’invito del direttore generale di Apss Paolo Bordon e che è stata accompagnata dallo svolgimento della consueta riunione settimanale di Governo all’interno della struttura ospedaliera e preceduta da un incontro dello stesso presidente Fugatti, dell’assessore alla salute Stefania Segnana e dell’intera Giunta con i medici ospedalieri, svoltosi all’inizio della mattinata sempre all’interno dell’ospedale di Rovereto.
Sul tavolo temi come le opportunità e capacità dell’ospedale, le possibili collaborazioni del sistema ospedaliero trentino con le università, la necessità di rafforzare la rete fra le strutture ospedaliere che la specificità del territorio trentino richiede, ma anche le criticità generali, come la difficoltà di reperire medici. “Vogliamo lanciare un messaggio di unità al sistema sanitario trentino: occorre lavorare il più possibile in rete per dare i giusti servizi ai trentini che hanno fiducia nella loro sanità” ha detto ancora il presidente Maurizio Fugatti.
“L’iter di realizzazione della struttura – – ha detto al momento dell’inaugurazione del nuovo centro il dirigente generale di Apss Paolo Bordon – è stato piuttosto complesso, ma siamo finalmente qui a inaugurare un centro dialisi più moderno ed efficiente nel garantire servizi irrinunciabili a chi è costretto a stare attaccato ad una macchina 3-4 ore per tre giorni in settimana”.









La Busa

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