
Lo chiamavano “il paparazzo” e lui ne andava orgoglioso. Aldo Speziali era il fotografo delle miss e le procaci tedesche erano per lui arte allo stato più o meno puro, tutte così ben fornite di curve da vertigini. L’Aldo non poteva che vivere negli anni della Riva ruggente, quella dei calori, dei bollori, degli eccessi, delle balere e della nostra, un po’ cialtrona, mondanità. Negli anni ’60 e ’70 l’Aldo aveva la macchina fotografica Leica sempre in posizione di sparo. Così, se il suo amico Dannunzio Rezzaghi, nume del dancing Rosengarten, faceva roteare in aria, in un turbinio di mutande rosa, la bella miss, zac! l’Aldo immortalava le mutande, che nella foto non venivano mai mosse. Le miss, davanti al suo obiettivo che, così spianato, per qualcuno era il transfert di un certo organo maschile, sentivano un formicolio da fluido magnetico e davano il meglio.
Era invece temuto dai latin lover rivani che, fedifraghi, non gradivano foto compromettenti per via di bar e di mogli. Le foto dell’Aldo raccontano storie di miss, sportivi, politici, di “barcarói” e di varia umanità. Sono foto talvolta ingenue nella loro immediatezza. Quel che è certo è che non aveva alcuna pretesa di fare dell’arte. La notte scattava, di giorno sviluppava nel laboratorio di via Santa Maria, talvolta affiancato dal fratello Arturo. Poi ripercorreva i luoghi delle incursioni notturne. Cavava da un borsone le foto, che ancora sapevano di acidi da sviluppo, e le vendeva a chili. E, in questo modo, oltre a mettere in tavola il pane per la famiglia, in maniera inconsapevole andava a creare un prezioso archivio di memorie. Incursore spietato, era dappertutto: Spiaggia degli Olivi, Rosengarten, Moulin Rouge e decine di altri locali. Si spostava con il suo Aermacchi, piombava nel bel mezzo di una festa, alzava la Leica e sparava colpi di flash a raffica. Riva trasudava allora di celebrità e mondanità. Nel suo carnet sono finiti cantanti e dive: Patty Pravo al Du Lac, Nilla Pizzi alla Spiaggia degli Olivi, i complessini in voga, Alberto Sordi, Mike Bongiorno, gli sportivi con l’amata pattuglia interista con mister Helenio Herrera, Mazzola, Facchetti e Jair. L’Aldo scattava, ma il tempo passava e Riva, superata la stagione delle balere e delle miss, si andava trasformando con mutamenti sociali e di costume.
Aldo cercò di reinventarsi aprendo uno studio in via San Francesco, dove faceva anche lucidi e fotocopie. Dopo gli ultimi fuochi, quelli che già in età avanzata lo avevano riportato in auge grazie ai funambolici eccessi del Camillo Rezzaghi e della Spaghetti Haus, venne per lui l’autunno, la stagione delle rimembranze nelle quali guardava con una stretta al cuore le sue vecchie immagini, ricordando quel tal momento, la miss dalle mutande rosa, la canzone dell’orchestra del “Péro” Righi. Quando lasciò questo mondo, nel 2011, l’Aldo aveva 74 anni, ma Riva, già da tempo, non era più un paese per paparazzi.
Vittorio Colombo