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Pergine e Sant’Orsola, comuni PlasticFree grazie a 25 azioni ecologiche

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Hanno adottato politiche virtuose per il contrasto dell’abbandono dei rifiuti, il recupero e la bonifica, la corretta gestione dei rifiuti urbani, l’organizzazione di giornate ecologiche, l’ottimizzazione del riciclo e della differenziata locale e nello specifico per la riduzione e la sensibilizzazione nelle scuole e verso i cittadini sull’inquinamento della plastica dispersa nell’ambiente, con iniziative concrete per la riduzione della “monouso” negli eventi pubblici. Sono alcune delle 25 azioni positive che hanno svolto i Comuni trentini “PlasticFree” di Pergine Valsugana e Sant’Orsola Terme, premiati questo mese a Firenze assieme ad altre 47 municipalità italiane nell’ambito del riconoscimento promosso dalla Onlus PlasticFree, associazione di volontariato radicata in tutta Italia che avverte dei rischi della pericolosità della plastica rilasciata nell’ambiente e ormai “presente anche nei ghiacciai”, come evidenziano i volontari.

“Ai Comuni trentini di Pergine e Sant’Orsola vanno in primo luogo i complimenti delle istituzioni provinciali e della comunità. L’impegno di queste due amministrazioni – ha dichiarato il vicepresidente e assessore provinciale all’ambiente Mario Tonina – esprime l’attenzione di tutto il Trentino per la tutela dell’integrità del nostro ecosistema e per la riduzione della plastica. Per centrare questi obiettivi positivi occorrono azioni concrete e quotidiane, come quelle messe in campo dai due Comuni”.

A stretto contatto con le amministrazioni opera la Onlus PlasticFree, presente in Trentino da circa un anno. “Abbiamo trovato grande disponibilità da parte dei Comuni trentini, in particolare Pergine e Sant’Orsola” spiegano i volontari Monesi e Brugnara. “L’associazione è fatta di volontari, che si impegnano per diffondere questo messaggio verso i più piccoli e le nuove generazioni. Il nostro simbolo è la tartaruga marina: perché mare e montagna sono estremamente legati. Abbiamo trovato plastica anche nei ghiacciai ed è un materiale dannoso che rischia di contaminare tutte le acque, dolci e salate. In Trentino inoltre ci sono tanti animali che possono entrare in contatto con questo materiale. È fondamentale proseguire l’impegno: sensibilizzare più persone possibili, cercare di riciclare il più possibile e consumare meno imballaggi, partendo dalle nostre scelte di acquisto”.