Articolo pubblicato il: 21/06/2026 alle 12:00
La Busa - La super maestra Itala: la bomba, pomodori in faccia e mille alunni
Posted By Redazione
Categoria: Amarcord, Notizie

 

Il nome patriottico “Itala” le venne dato dal padre Serafino Marchi, direttore dell’Agraria e irredentista, con il consenso di mamma Gisella. Itala, poi coniugata Barbagli, ha attraversato le stagioni nella sua lunga vita come un ciclone: divenne assai nota come “la Pasionaria della Dc” per l’ardore che, nel Dopoguerra, metteva nelle lotte contro i comunisti “mangiapreti”; le tirarono persino pomodori in faccia, ma prima di tutto ciò fu ciclista sulla Ponale, scampò a una bomba; ma l’aspetto che più la rendeva orgogliosa era quello di essere stata per molti decenni e per migliaia di studenti l’amata “maestra Itala Barbagli”.
Che vita è stata la sua! Lasciò questa terra nel 2018 a 98 anni e, di certo, non si fece mancare ardori e passioni. Itala nel 1930 frequentò il Ginnasio e fu poi la prima allieva femmina del Liceo “Andrea Maffei”. Con il diploma fu per due anni maestra in Venezia Giulia per poi passare per 9 anni a Pré di Ledro. Dall’ottobre del 1940, con la bici, in piedi sui pedali, si faceva la Panale. “Partenza da piazza Tre Novembre per arrivare a Pré alle 7 dove – ebbe modo di ricordare – mi aspettavano i miei 45 allievi. Mai mi lamentai per la fatica. Era un godimento indicibile. Ogni giorno incontravo lo stradino Santi; due volte vidi autocarri precipitare dalla Ponale e nell’aprile del ’45, dopo tre giorni a Pregasina per aspettare la fine dei combattimenti che segnarono la liberazione di Riva dai Tedeschi, iniziai la discesa, ma una bomba scoppiò proprio nella galleria nella quale mi trovavo. Mi rialzò da terra, dove ero stata scagliata, il parroco di Tiarno di Sopra, don Vigilio Tonelli. Ho abitato per 40 anni in Casa Foletto di fronte al Comune. Dalle finestre si vedevano il “sacro e il profano”, il via vai per le riunioni politiche e il passaggio dei frequentatori della casa di tolleranza in via Marocco”. Nel 1953 la maestra Itala insegna a Nago, dove conosce il maestro Bruno Barbagli; si innamorano e si sposano. Itala fu consigliere comunale per la Dc all’inizio degli anni Cinquanta: con i comunisti era scontro frontale. In prima linea per fede propagandista dell’Azione Cattolica con tanto di crocefisso e mandato dell’Arcivescovo Ferrari, fu animatrice del “Cif”, Centro Italiano femminile, che si contrapponeva all’“Udi” dei rossi per sostenere i problemi delle donne. Si conquistò in quel periodo la nomea di “Pasionaria” per l’ardore che metteva nella sua militanza Dc. Mentre parlava a Condino, venne bersagliata con dei pomodori in faccia. Disse: “Grazie degli ortaggi” e continuò come se niente fosse. A Biacesa affrontò un gruppo di comunisti di Pré che, denigrando il Papa, volevano bastonarla. Nel 1954 e ‘55 nacquero i due figli e le incombenze familiari richiesero piena attenzione. Dopo 23 anni di insegnamento a Riva, nel 1977 andò in pensione.
Ma il suo attivismo non si fermò. Continuò nell’Azione Cattolica, nel volontariato, si batté per portare a Riva l’Università della Terza Età. Nelle sue molte stagioni scrisse poesie in dialetto e in italiano. Per la profonda conoscenza delle vicende della nostra zona, nel 2001 diede alle stampe “Riva e la sua storia”, libro prezioso per comunità e scuole. Le giornate di Itala erano scandite da conferenze, incontri culturali, letture e mostre. Amava le poesie di Giacomo Floriani, i Promessi Sposi, la famiglia, la sua Riva e i Rivani. Era una figura cara per la comunità. Quando girava per Riva, c’era sempre qualche suo ex alunno che la salutava con un “È sempre una gioia ritrovarla, carissima maestra Itala”. Lasciò questa terra nel 2018 a 99 anni.
Vittorio Colombo

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