Articolo pubblicato il: 14/06/2026 alle 12:00
La Busa - Enrico Giovanazzi, “Presidentissimo” tra Olivo, Arco e affari
Posted By Redazione
Categoria: Amarcord, Notizie

 

Per tutti Enrico Giovanazzi era il “Presidentissimo”. Durò una manciata d’anni, dal 1967 al ’74, la stagione d’oro dell’Olivo, la squadra di calcio nella quale la città di Arco si specchiava piena d’orgoglio e i tifosi accorrevano in massa a gremire le tribune del campo di via Pomerio. Quell’appellativo gli era rimasto cucito addosso per tutta la sua lunga ed avventurosa vita. La squadra dell’Olivo aveva vinto il Campionato Dilettanti e, nell’autunno del ’67, iniziava il cammino in serie D. I giocatori erano dei professionisti e ci volevano tanti soldi.
“Fui contattato da Moratti del colorificio omonimo di via Vergolano, allora presidente – ricordava Giovanazzi – Ho accettato perché mi piaceva buttarmi e perché sentivo quel clima straordinario. I giocatori erano tutti da fuori, ma presto diventarono popolarissimi. Allenatore era Simoncelli del Vicenza e il mio segretario era Mario Rigatti. Ero amico di Remo Albertini, già presidente della Regione e allora presidente del Rovereto Calcio. Furono epiche le sfide con Rovereto, poi con Trento e Bolzano. C’erano problemi di soldi, ne ho sborsati tanti di tasca mia, non lo dico per vantarmi, ma perché allora era necessario. Poi bisognava essere realisti: la squadra viaggiava nella parte alta della classifica, ma non si doveva vincere il campionato perché la serie superiore era, per via dei soldi necessari, una follia. Allora le ultime partite si mandavano in campo le riserve o i ragazzini, lo sapevano anche i tifosi. Non sapevamo dove mettere i tifosi, tanti ne venivano. Mezza Arco ci seguiva in trasferta con i pullman. Ho avuto grandi soddisfazioni”.
Enrico Giovanazzi non sopportava di avere briglie sul collo, si era fatto da solo, niente studi alle spalle, ma un grande senso pratico e tanta voglia di mettersi in gioco. Nato il 9 dicembre del 1919 e poi una giovinezza a combattere la fame, da ragazzo fa anche lo stradino. Nel ’44, dopo la Guerra, con un Dodge, poi con un Leoncino porta la verdura ai mercati generali. “Ho inondato Torino con i prodotti della Val di Gresta” ricorda. Agli inizi degli anni Sessanta fonda la “Autotrasporti Giovanazzi” con sede a Varignano, una “flotta” di una quindicina di camion. Si trasportava di tutto, soprattutto in Germania. Compra poi la campagna a fianco di viale Santa Caterina e nel 1963 vi costruisce il “Condominio Giovanazzi”, che viene messo in vendita una decina di anni dopo. All’inizio degli anni Settanta dà vita al primo scalo merci, fino allora mai visto, ad Ala. Si mettevano i camion sui treni e così si passava il Brennero. Ma ci furono politici che remarono contro e si dovette chiudere. A metà degli anni Sessanta aveva comprato dai Marchetti circa dodici ettari di terreno al Linfano. Per un periodo, nel ’78, fa parte di una società con l’imprenditore Domenichelli per realizzare su quell’area l’Arcoporto. Stanco per la dura opposizione al progetto, esce dalla società, ristruttura la casa di Linfano e vi inizia una attività di Agriturismo, gestita dall’83 all’88. All’inizio del 2010 Enrico, a 90 anni da poco compiuti, lascia questo mondo. “Se guardo indietro – era solito dire – credo di aver sempre avuto l’entusiasmo di buttarmi in progetti, di trovare strade nuove. Dicono che ho sempre avuto fiuto, il senso degli affari. Credo che la mia vita sia stata all’insegna della concretezza e del lavoro. M piace parlare di Arco e dei tempi dell’Olivo. Poi c’è sempre qualcuno che mi chiama “Presidentissimo” e io mi sento felice”. Così in molti lo ricorderanno come “il Presidentissimo”.
Vittorio Colombo

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